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Atomizzatore a testina o rigenerabile?

Meglio un atomizzatore rigenerabile oppure un atomizzatore a testina?

Si tratta di una domanda che, ai più esperti, potrebbe apparire scontata. Eppure, così non è: infatti, dalla scelta del giusto atomizzatore dipende la soddisfazione di uno svapatore; e quella scelta può fare la differenza, soprattutto quando ci si trovi alla ricerca di quell’appagamento che, assieme ad una ponderata scelta di liquidi, nel tempo contribuirà a tenerci lontani dal voler tornare indietro alle sigarette tradizionali. Perciò, cerchiamo di capire insieme quali siano le principali differenze fra questi due generi di sistemi e, soprattutto, quale potrebbe essere la scelta più adatta a noi e alle nostre esigenze.

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Perché un atomizzatore a testine?

Un buon atomizzatore a testine dalla sua ha molti vantaggi: generalmente, è molte semplice da utilizzare e si adatta a tutti i tipi di vapers, che siano novizi o più esperti. Questo perché, utilizzando delle resistenze prefatte, cioè delle testine, ogni qualvolta questa si sarà esaurita oppure volessimo cambiare il liquido che stiamo svapando, in pochissimi secondi potremo smontarlo, togliere la testina usata e cambiarla in tutta tranquillità – preferibilmente dando anche una lavata e un’asciugata al nostro serbatoio, così da non avere residui del vecchio liquido. Va detto, inoltre, che negli anni le testine sono cambiate, con innovazioni che ne hanno migliorato la resa aromatica e anche la durata, la quale dipenderà chiaramente anche dal liquido che si deciderà di utilizzare.

Così, ad esempio, se per svapare di guancia oggi decidessimo di acquistare un Nautilus 3 di Aspire o uno Zenith 2 di Innokin, abbinandovi una testina fra quelle offerte dalle case produttrici e un buon tabacco sintetico, uno white o un microfiltrato, questa combo ci consentirebbe di svapare per giorni interi senza alcun pensiero, e quando la testina sarà finita, ci basterà cambiarla e continuare come se nulla fosse! Si tratta di una soluzione decisamente comoda, tanto per chi ha deciso di iniziare a svapare da poco, quanto per chi, per esigenze di viaggio o lavoro, voglia avere meno problemi possibile e svapare con gusto.

Perché un atomizzatore rigenerabile?

Per quanto riguarda un atomizzatore rigenerabile, è giusto fare una premessa fondamentale: si tratta di un genere di sistema che, a ben vedere, si tende a consigliare soprattutto a chi abbia già esperienza con il mondo dello svapo, e che magari stia cercando qualcosa in più rispetto a ciò che può fornire un atomizzatore a testine. Questo perché, per quanto le resistenze prefatte abbiano ormai raggiunto un ottimo livello di resa aromatica, esse non potranno mai sostituire i vantaggi forniti da una rigenerazione fatta in autonomia – con filo resistivo e cotone alla mano, per intenderci.

Questi riguardano anzitutto la resa aromatica, la quale, seppure vada a variare da atomizzatore ad atomizzatore, riesce generalmente a superare quella delle testine – anche se, in ultima analisi, questo dipende dalla qualità dell’atomizzatore stesso e dalla già menzionata esperienza dello svapatore nell’ambito della rigenerazione fai da te.

Ma, in secondo luogo, riguardano anche la personalizzazione della resa del sistema rigenerabile: infatti, variando il materiale utilizzato per la rigenerazione (Kanthal, Acciaio 316L, Nichelchromo e così via), facendo più o meno avvolgimenti (o spire) di materiale resistivo, variando la punta sulla quale si andrà ad avvolgere il filo (2 mm, 2.5 mm, 3 mm e così via) e utilizzando un cotone di vario genere, sarà possibile ottenere una completa e totale personalizzazione della propria esperienza di svapo – cosa che con gli atomizzatori a testine è molto ridotta, visto che dipende unicamente dalla scelta delle testine che ci vengono offerte dalle case produttrici.

Infine, riguardano anche il numero e la tipologia dei liquidi che è possibile svapare: potendo rigenerare quanto e quando vogliamo, con un risparmio netto sul costo delle stesse resistenze, sui sistemi rigenerabili si potrà svapare ogni genere di liquido e, quando la coil e il cotone saranno esauriti, si procederà con una nuova rigenerazione.

Insomma, com’è evidente, quando si parli di sistemi rigenerabili entrano in gioco molti più fattori e, da un certo punto di vista, la situazione si fa anche più complessa. Inoltre, per qualcuno il dover rigenerare in autonomia un atomizzatore può risultare difficile, o addirittura noioso, quindi è consigliabile decidere di passare a sistemi di questo tipo solo quando ci si sente pronti – e, in definitiva, non si tratta mai di un passaggio obbligatorio! La cosa più importante, semmai si fosse pronti per questo passo, è iniziare con qualcosa di semplice, comodo e che funzioni bene: in questo senso, un buon punto di partenza, sempre per uno svapo di guancia, può essere un Ares 2 di Innokin (dalle buone prestazioni e con un prezzo molto competitivo), oppure un Bishop di Ambition Mods e The Vaping Gentlemen Club (per chi volesse spendere poco di più, ma avere un ottimo atomizzatore fra le mani).

Migliori atomizzatori rigenerabili

Migliori atomizzatori a testina

In conclusione: quale scegliere?

Come abbiamo visto, da entrambi i lati abbiamo sia lati positivi che lati ‘negativi’, per così dire. Quindi, quale sarà la scelta migliore? Ma ovviamente quella che viene incontro alle vostre esigenze quotidiane. Siete neosvapatori e non sapete cosa scegliere? Allora provate un sistema a testine! Siete ormai degli appassionati e vorreste qualcosa in più? Allora, se avete tempo e voglia, provate un sistema rigenerabile! La cosa più importante, in fin dei conti, sarà sempre che voi siate soddisfatti del vostro personalissimo modo di svapare, lasciandovi alle spalle, giorno dopo giorno, il vecchio ricordo delle sigarette tradizionali.

Quali sono i vostri atomizzatori preferiti?

Scrivetelo nei commenti!

Commento (1)

  1. Guido 30 Maggio 2022 a 22:11 Rispondi

    Li ho provati quasi tutti dal 2013 ma utilizzo ormai solo 2 siren v2!!!

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